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17/12/08

Il barcone che affonda

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Piove, ancora. L'acqua scorre,
poi si ferma davanti ad ostacoli d'ogni sorta.
Persino la barche che vi galleggiavano ora vi si oppongono,
trascinate lentamente verso un destino beffardo.
Uomini e mezzi contro gli elementi
per notti e giorni ininterrottamente.
Case, cantine e negozi allagati,
imprese in ginocchio per ogni dove,
nelle periferie lontane della capitale.
Nei luoghi dove s'era costruito ignari del pericolo
e dove il corso degli eventi s'era fermato.
Poi il sole e nuove speranze
dietro il cupolone.
Risorge la vita sotto il sole di dicembre.
Sarà solo un ricordo da dimenticare
o il motivo di un cambiamento radicale?
Le fontane tornano a brillare
davanti allo sguardo dei turisti.
Le bancarelle del Natale si riaprono
e si chiudono gli occhi dei politici.
E intanto Roma pare come la barcaccia
che, colpita, fa acqua da un lato
ma non affonda mai.

14/12/08

Qualcosa da scoprire


Guardando il tempo che scorre sotto i piedi
ne scruto il riflesso di forme magiche
che sussurrano di vite lontane
suggerendo mille mondi fantastici.
Mi incanta il suono di foglie che muoiono sotto i miei passi
e l'aria fresca che trasporta quei profumi naturali del bosco.
Luci che s'infilano tra i rami spogli e desolati d'inverno
come urli di fantasmi che scappano prima ch'io possa trovarli.
E l'aria che mi gonfia i polmoni ed entra nel profondo del cuore
a cercar qualcosa che ancora valga la pena scoprire.

11/07/08

Fantasia


Siete lì, appesi al filo d'orizzonte
che divide cielo ed acqua.
Figure incerte che si muovono
in un ambiente diviso tra realtà e sogno.
Una natura che separa
ed una volontà che unisce.
Luci di riflessi che brillano
accanto a colori in intima lontananza.
Un senso di fresco che tonifica
con le spalle al mondo cui appartieni.
Come figure di carta
ricavate con le forbici.
Ne prendo due e cascano
ballando tra le mani.

03/07/08

Due ali per sognare


Come sognano gli umani
e cosa portano a chi li aspetta ?
Non li capirò mai.
Preferisco aver un becco
che usar la bocca al cellulare.
Cosa cercano nel mondo
senza una meta da raggiungere ?
Non li capirò mai.
Ho solo due ali per vivere
e per guardare dall'alto
i miei sogni che divengono realtà.

Blu dipinto


Sul blu dipinto apro gli occhi
e guardo nuvole che passano il tempo.
Apro le braccia,
distendo le mani,
poi sento il calore che scorre.
Non c'è altro amico con cui conversare
salvo te che voli su in aria
e che torni a trovarmi anche oggi.
Questo è il mondo che amo,
quello che tu sai mostrarmi
o angelo sceso dal cielo.

20/06/08

Naso in su


Naso in su
voli via
senti il caldo anche tu.

Lontananza
se pur ci divide
l'estate torna assieme a te.

07/04/08

Immagina il colore


immagina, inserito originariamente da liquirisss.


Immagino il profumo, il suono.
Poi apro gli occhi e vedo il tuo colore.

Imagine the color ...
I imagine the perfume, the sound.
Then I open my eyes and I see your color.

08/02/08

Elementi


La forza del Mare, inserito originariamente da Ricky_01.


Il fuoco irrequieto della mia passione hai domato.
Il legno della mia fiducia sospinto,
quando l'acqua del mare degli eventi,
mossa dal vento potente della speranza,
contro la roccia irta delle mie paure,
complice un cielo delle decisioni così tempestoso,
hanno inventato la schiuma della mia purezza.

Elements
The fire of my restless passion you've tamed.
The wood of my confidence spurred,
when the sea water of the events,
moved from the powerful wind of hope,
against the rock fraught of the my fears,
accomplice a sky of the decisions so much tempestuous,
have invented the foam of my purity.

21/01/08

Boa lontana


boe, Photo by Dous^_^.


Il mare brilla davanti a me con mille luci
che si riflettono sulle sue chiome.
Stancamente si muovono verso la riva,
spettacolo noto per noi che siamo stesi al sole di giugno.
Restringo lo sguardo ancor di più,
trascurando i soliti movimenti dei bagnanti
e ti vedo lontana che ti culli su quelle onde,
prigioniera solitaria del mare.
Guardi la riva da lontano e ci mandi il tuo rosso segnale.
Le tue sorelle ti fanno compagnia,
distanziate e con esse dividi lo stesso destino.
Un giorno ti ho raggiunta e mi sono aggrappato a te,
per riposare da quella nuotata e per scoprire il tuo punto di vista,
la tua solitudine.
Mi hai insegnato i tuoi movimenti,
quelli del mare che parla con voce suadente
e che ti culla tutto il giorno per farti addormentare.
Mi hai detto sottovoce il mormorare dei pesci e l’ansia delle maree,
nel sentir l’uomo allontanarsi sempre di più dai suoi compagni di avventura,
dai suoi amici di sempre.
Ti ho lasciato là, a cento metri dalla riva
ed ho contato le bracciate che mi dividevano da te,
per ricordare quanto impiegherò la prossima volta a ritrovarti.
Per non dimenticarti.

09/01/08

Il regno


Gull >P, inserito originariamente da Monia Sbreni.


Ho visto il tuo corpo avvicinarsi al mio regno.
All'inizio facevi finta di niente,
ma ti conosco ormai, sei sempre il solito.
Ti avvicini per spiarmi e rubarmi la purezza.
Non sai quante volte ti ho detestato
guardandoti dall'alto mentre buttavi il tuo cibo
ed aspettando che la sera venisse a cacciarti via
e che tutto tornasse com'era prima.
Com'era la mia spiaggia.
E tu, stupido uomo,
non hai davvero visto il cielo
e quanto grande sia l'amore per le sue creature.
Quanto piccolo sia il più grande uomo,
senza ali per volare
e senza più quella purezza,
perduta prima di non esser più capace
di amare la natura.

05/12/07

Senza radici


>Alla Spiaggia, inserito originariamente da ≈ Giacomo ≈.


Qui sono arrivato, dove il mare m'ha portato,
dove il mio tempo sembra finire
e dove tornerò a rivedere il sole.
Da lontano ero partito, un giorno che mi strapparono dalla mia terra.
Quel giorno in cui fui spogliato del mio passato
e fui trascinato via, rivedendo la mia vita in un sol colpo.
Quel colpo d'ascia che mi tagliò la vita,
quel colpo di fulmine che mi bruciò dentro,
quella tromba d'aria che mi disperse,
quell'uomo che mi guardò,
e che mi volle suo.
Ora che le mie radici guardano i miei rami
ed entrambe fanno mostra di sè al sole,
Ora io vivo in te, che guardi quello che sono
e noti in me ricordi del tuo passato,
e delle radici che vi hai ritrovato.

Without roots

Here I'm arrived, where the sea brought me,
where my time seems to end
and where I will go back to see the sun.
From afar I was party,
a day that they stole me from my land.
That day, when they stripped me of my past
and they dragged me away,
reviewing my life in one fell swoop.
That coup d'ax that cut me life,
that stroke of lightning that burned inside me,
the trumpet air that dispersed me,
that man who looked at me,
and he wanted me.
Now that my roots looks at my branches
and they both are under the sun,
now I live in you,
you that look what I am
and see in me the memories of your past,
and the roots that you have found.


Sans racines

Je suis arrivé ici, où m’a emmené la mer,
ou mon temps semble s’arrêter
et ou je reverrai le soleil.
J’étais parti de loin, un jour que me déchirèrent de ma terre.
Ce jour lors je fus dépouillé de mon passé
et traîné ailleurs, obligé de regarder ma vie d’un seul coup.
Ce coup de hache qui me coupa la vie,
le coup de foudre qui me brûla dedans,
la trombe qui me dispersa,
l’homme qui me regarda et me voulut pour soi.
Maintenant que mes racines regardent mes branches
et ensemble montrent soi mêmes au soleil,
Maintenant je vis en toi qui regardes ce que je suis
et tu observes en moi des souvenirs de ton passé,
et des racines que tu viens de retrouver.


(Merci a Delias pour la traduction)

15/10/07

Dieci, cento, mille biciclette

Ho sognato un giorno di libertà.
Ho sognato un giorno di festa.
Ho sognato un giorno di pace.
Ho sognato un giorno senza traffico.
Quel giorno eravamo tutti insieme.
Quel giorno l'aria profumava di gioia.
Quel giorno tutti quanto ci amavamo.
Quel giorno non avevamo più fretta.
Il giorno dopo non tornava più l'incubo.
Il giorno dopo i semafori li avremmo amati.
Il giorno dopo sarebbe stato il primo.
Da quel giorno in poi avremmo capito.
Da quel giorno in poi saremmo cambiati.
Da quel giorno in poi saremmo tornati a respirare.

05/09/07

Forme magiche


albero a Castel del Monte, inserito originariamente da Dous2007.

Le strutture che ci siamo costruiti sembrano solide
e sembrano sfidare i secoli
con le loro geometrie, le loro forme slanciate.
Ma quello che dura lentamente muore
e non si è adattato al ciclo di questo enorme essere
che è il nostro pianeta.
Non ha nutrito l'aria
nè ha colorato la natura.
Ha spesso costretto, incarcerato l'uomo.
Ed ora le sue linee restano tese a sfidare il tempo che verrà.
Quanta magia c'è nell'architettura umana e quanta in quella della natura?

07/06/07

Orizzonti

Orizzonti sfumati e colori cangianti, in lontananza.
Verde intenso e profumato sotto i nostri occhi.
Sono tante le cose che potremmo raggiungere,
ma tante quelle che abbiamo già.
Campi di grano ai nostri piedi e distese verdi
a portata di mano.