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09/10/12

Siamo fieri di te



 














photo by Dous


Siamo fieri di te

e tu lo sei di noi.

Amici del cuore

e compagni dei tuoi giorni.

guida per i tuoi passi

e tu luce per i nostri occhi.

Siamo fieri di te

e tu cresci nel nostro cuore.




mamma e papà

08/02/11

La bella e la bestia


Distanti dalle parole i fatti che accadono.
Crollano i muri e i nostri cuori innalzano nuove barricate
a difesa dei drammi delle nostre esistenze.

Davanti ai nostri dolori quelli di chi non fa un dramma dei propri.

La bestia che respira l'odore della sua esistenza
non sente più il profumo dell'umanità,
non cerca più la bellezza nascosta nel cuore degli altri.

Abbiamo perduto un'altra possibilità di amare,
abbiamo chiuso un'altra porta in faccia
a chi s'accontentava di meno di una stufa
per attendere l'alba di un nuovo giorno d'inverno.

Dedicato ai nuovi figli che Roma ha perduto il 6 marzo 2011.

25/11/10

Identità

Vedono il cielo i miei occhi
in attesa di parlarti
col silenzio della sera.
Solo piccoli passi
per raggiungere lo spazio
della nostra identità.
Già li sento sopra i miei
quei tuoi piedini
che ballano sulle mie punte.
Quanto ti ama papà ?
E spalanchi le tue braccia
per abbracciar le mie.

07/11/10

Piccolo sogno


La savana, inserito originariamente da Dous^_^.

Piccolo sogno nelle mie mani di carta
piccola fiamma tra le mie dita di cera
grande tesoro stai lì
dove ti sfiorano le carezze della mia anima.

04/10/10

Perchè ti amiamo


Capriola., inserito originariamente da sangiopanza2000.


Non sono le tue parole nè il tuo silenzio
Non è il tuo pianto nè la tua gioia
Non è la tua curiosità nè il tuo bel viso.
E’ tutto il resto che ancora non ci hai donato
a fare di te quella magnifica persona
alla quale dedichiamo ogni giorno
ciò che di meglio il nostro cuore
riesce a sentire.

29/08/10

Scoperte


Scoperte, inserito originariamente da Dous^_^.

Placido il mare alla sera,
sugli scogli si chiudono le prime ali grigie
davanti alla spiaggia dorata.
A mezz'acqua sta danzando il signor granchio
a rubare l'ultima attenzione
dei tuoi occhi addormentati.
Trasparenti i passi verso la riva
tornano con il tuo dolce peso
mentre le onde cullano riflessi
di un'estate che sta tramontando.

Il confronto


Confronto, inserito originariamente da Dous^_^.

La sabbia accoglie i tuoi primi passi,
il mare le tue prime scoperte
in un percorso che mi appassiona,
un confronto che nasce da un colloquio per ora muto,
ma ricco di silenzio e gesti
che restano impressi come orme
in un percorso che ci fa incontrare.

11/09/09

Battesimo


Battesimo, inserito originariamente da Dous^_^.

Il giorno è già maturo e lo aspettavamo da mesi
Sei vestito di bianco per salire per un'attimo su in cielo
a bussare piano piano alla porta della vita,
quella dalla quale sei comparso e verso la quale un giorno tornerai.
Ti sei rivestito di una luce che mostrerà al tuo cuore il cammino
nei giorni in cui i tuoi occhi potrebbero smarrirlo.
Hai ricevuto il dono
puro come l'acqua di una sorgente inestinguibile
e prezioso come ogni momento della vita
che i tuoi genitori ti augurano.

18/08/09

Un mondo per i piccoli


A misura dei tuoi occhi
per poterti mostrare i suoi prodigi,
abbastanza grande
da lasciarti assaporare la sorpresa,
e talmente piccolo
da ritrovar la strada da tè stesso.
Ecco il mondo che vorrei lasciarti,
quello al quale consegnare
la dolce ingenuità
che si affaccia curiosa dal tuo viso.
Un mondo per te,
quel mondo che tanto ho sognato poter esistere
e che forse le tue mani aiuteranno a crescere.

17/07/09

Candore


Quel candore in fondo ai tuoi occhi
come rugiada al sole del mattino,
quel dolce sguardo sincero
che cerca con fiducia il mio sorriso
e quel modo di giocare con le cose
che pian piano appaiono al tuo mondo.
Il cielo come spinto dal tuo respiro
si affanna a illuminare un altro giorno.
Quando un'ape si posa o un uccello si leva in volo
là sussulta il tuo stupore
a caccia del riflesso negli occhi di suo padre.

24/03/09

Nuvole


Qualche parola lasciata su quel bianco
di una nuvola che va via,
per poi mancarti.
Bianca l'anima
che porta via
da un tempo che non può conoscierla.
Qualche minuto nel silenzio,
come un cancello che si chiude,
come un salto nell'oscuro.
Un respiro infinito
accompagna il tuo sguardo in su.
Un ultimo bacio
che diventa un'altra nuvola,
su in cielo.


(A tutte le nuvole
che il cielo ha preso,
per sempre)

22/10/08

Metter le ali


Sai com'è quel posto per me
quando tu non ci sei
ed io sono sola?
Fai per me quel luogo speciale
per crescere assieme
a questi miei sogni?
Credi ch'io possa metter le ali
quando c'è attorno a me
un mondo cattivo?
Ora vado, però,
ad ogni mio giorno
tu pensa a chi lasci
accanto al mio fianco.

02/09/08

Felicità


Soffia, photo by Luca +10.


La felicità sta in un soffio.

18/07/08

La notte di Gaza

Una storia di Dous, Faustina40 e Cicabuma - scritta ”in diretta” su: aNobii.


"Tema: La notte.
Personaggi principali: Uri, il mugnaio, Ezra sua moglie, Lina la cagnetta e Unter il garzone. Personaggi secondari: quelli del bosco in cui Ezra ed Uri vivono e da cui Unter proviene...
"

Shanat aveva appena scritto il prologo al suo racconto e già le pareva di dover ricominciare.
Quello era un comodo sistema per astrarsi da ciò che la circondava, per sentire solo il rumore di un bosco lontano ed ignorare il suono dei mortai che intanto stavano distruggendo Gaza.
Intanto la sua sorellina Meroua giocava con una bambola logora che aveva tirato via da un cumulo di macerie ed aveva i capelli biondo cenere.
Attorno il bunker era animato da poche persone che ascoltavano la radio.

Ogni tanto si sentiva un rumore violento, una bomba era scoppiata poco lontano. Le piccole spalle di Meroua avevano come un tremito, stringeva la bambola e chiudeva gli occhi, come se volesse allontanare la paura che la coglieva ogni volta.
Shanat la guardava triste e pensava che avrebbe voluto inventare per la sorellina il racconto più gioioso che le era possibile per vedere di nuovo il sorriso su quel visetto.
Sprofondò di nuovo nel sogno.

Dal portone della casa color sabbia il mugnaio Uri uscì a guardare il cielo. I suoi abiti erano bianchi di farina, come i suoi capelli imbiancati dagli anni.
Guardò verso il bosco, stringendo gli occhi per la gran luce.

I campi colorati di un verde intenso si muovevano come i capelli di una bambola e sembravano danzare filo a filo chiamandosi per nome.
La stagione prometteva ad Uri un bel raccolto ed era contento di potersi permettere quest'anno una nuova mucca per il suo mulino, per poter produrre anche del latte per i suoi formaggi.


Intanto la radio gracchiava nel bunker promettendo notizie più inquietanti. Gli adulti s'erano assiepati e bofonchiavano guardando Shanat e sua sorella.
Le venne un pò di preoccupazione ricordando quel che suo padre Isman le aveva detto, prima di uscire alla ricerca di qualcosa da mangiare: "Vedrai Shanat, ti porterò del pane fumante per cena!".
Shanat chiude gli occhi.

Uri è rientrato in casa, mentre Lina gli salta intorno festosa. Chiama Ezra perchè lo aiuti.
Vieni, donna, è ora di preparare il pane per domani.
Ezra arriva veloce; nonostante il passare degli anni è sempre una gioia per Uri vedere i suoi occhi scuri e ridenti, le sue mani veloci che ancora impastano con forza la farina appena macinata.
Tra poco tante pagnotte saranno sul tavolo pronte per entrare nel grande forno di argilla.

Finalmente nel bunker sono riusciti a sintonizzare la radio.
Le notizie che arrivano non sono per niente rassicuranti.

Ezra dall'interno del piccolo mulino chiamò il marito a pranzo. Tutto era pronto. Pane sfornato da poco, una buona zuppa, verdure fresche e croccanti.
L'aria era satura di sole e di luce e il mugnaio si sentiva felice.

Il padre non tornava e lontano si sentivano solo i rumori di una assurda battaglia che le due bimbe non riuscivano a comprendere.
Perchè, perchè la realtà era così diversa ?


"Isman ibn Hamas è stato catturato davanti alla porta sud da una pattuglia in borghese e condotto fuori dal muro..."
"grrrrghh zzzzllll..." dice poi la radio.
Si odono dei colpi di mitra che colpiscono il tetto della casa che ospita il bunker improvvisato, coperto dai detriti di una scuola, nei pressi dell'ospedale di Himrat.
Cadono degli intonaci sulle teste di quello sparuto gruppo di uomini che ora appaiono bianche come nei giorni di festa, andati.
Ora Shanat scrive con quel che le resta di quel mozzicone di lapis sulla penultima pagina del suo quaderno di scuola. Si promette di trovare un bel finale per l'ultima.
Intanto comincia a provare un pò di fame.

Mentre Lina si gustava gli avanzi della zuppa... lo stomaco di Shanat si faceva sentire.
Poi ricordò di aver udito il nome del padre da qualche parte... era alla radio!

Dopo il sereno pranzo chiamò Lina, la sua cagnetta e insieme a lei si incamminò nel folto del bosco. Dopo pranzo gli piaceva fare sempre di queste passeggiate. Il suo garzone, Unter, proveniva da un piccolo villaggio immerso nel bosco e gli aveva raccontato tante storie di gnomi e di fate e di elfi e lui, pur non credendoci, passeggiando nel bosco, aguzzava sempre la vista nella speranza di scorgere qualcosa, qualcuno.

Alla radio si parla di suo padre. Dicono che è stato arrestato e portato via.
Nessuno porterà del pane alle bambine!

Nessuno sa cosa sia successo e chi altro è stato arrestato.
Dicono che molti che sono scappati verso l'Egitto siano stati rimandati indietro, ma ormai a Gaza ci sono solo storie di persone che non tornano più.
L'ultimo foglio guarda il viso di Shanat, mentre lei guarda desolata Meroua, che sta sgranocchiando l'ultima crosta di pane secco rimasta.
Forse, pensa Shanat, solo una fiaba potrà salvarci.

"Forse", pensa Unter del bosco, "solo io potrò far conoscere il canto degli uomini del mio mondo a quelli che hanno perso il loro, dall'altra parte di quella radura verde".

Scrive ormai solo con il pensiero perchè è buio e non c'è più energia nel campo bombardato da chi ha perso la fede in Dio e nell'uomo.
"Guarda, Meroua, vieni a vedere" dice ad occhi chiusi voltando il capo verso la sorellina che piange ormai...

Il foglio bianco di Shanat, come per incanto, comincia ad illuminarsi, a prendere vita e delle figure danzano sulla carta.
Un fischio lacera il cielo, è sempre più vicino.

Il mugnaio, la moglie, la cagnetta e il garzone sorridono e chiamano le bimbe. Con loro c'è anche il padre delle bambine che con ampi gesti le chiama: "Venite bambine, venite... Qui c'è tanto pane fresco e alberi, meravigliosi alberi..."

Il fischio nel cielo ormai è assordante. E' un attimo... un'esplosione vicinissima e poi più niente.

L'indomani mattina delle bambine non fu più ritrovato nemmeno il corpo. Solo un foglio con raffigurata una famiglia di mugnai e un padre felice che abbraccia due bimbe, una piccolina e una più grandicella.

Il canto del bosco suona ora anche per Shanat e Meroua. Per Isman, loro padre.
La mamma era già nel bosco ad aspettarli tutti.
Assieme a tante mamme di Gaza.


E di questa storia, forse fiaba e forse no, a qualcuno sfuggirà la differenza.
Distante dal bosco viviamo e vivono ancora in così tante parti del mondo.
Ma la fantasia resta ancora a dar l'inchiostro a chi ha perso per sempre la sua libertà.

23/05/08

Un gioco


Photo by Massimo Sbreni.


Il tuo piccolo mondo colorato
con le cose che pian piano hai conosciuto,
sta davanti ai tuoi piccoli occhi sorridenti
e ti aspetta pronto a soprenderti di nuovo.
Sai capire quale sia il momento giusto
quando tutto si ferma attorno a te
ed entrare nella stanza dei tuoi sogni
per portarci di ritorno la tua gioia.
Hai toccato quell'immagine curiosa
che ti guarda e non parla come te
per dirle quante cose vuol sapere
se sa darti l'attenzione che vuoi te.
Un gioco che nessuno ha costruito
un tempo che sta tutto in uno sguardo
quel suono che si sente nel silenzio
di chi sai prendere per mano con un dito.

16/04/08

Il mio amico


liftoff, inserito originariamente da sRagnar.


Vieni a vedermi papà
sono qua che gioco.
Vieni a prendermi in braccio
come tu sai fare.
Vieni a giocare con me
perchè sei il mio amico,
quello che è sempre pronto a sorridermi,
quello che ha sempre una risposta per me.
Vieni a raccogliermi quando salto
e a stringere i lacci delle mie scarpe.
Portami in giro per il parco
e insegnami a riconoscere gli alberi.
Aiutami a soffiare il naso
e dammi un pò di vantaggio quando corriamo.
Senti la mia voce
più leggera della tua
e portala con te
quando saremo lontani.

My friend
Come to see me, dad
I'm playing here.
Come and take me in arm
You know how to do.
Come and play with me
because you're my friend,
that is always ready to smile to me,
that always has an answer for me.
Come to take me when I jump
And tight the laces of my shoes.
Take me to the park,
teach me to recognize the trees.
Assist blow to the nose
and give me a little advantage when I run.
Listen to my voice lighter than your
and take it with you When we are far away.

10/02/08

Occhi


Gli occhi della bimba erano fissi sul frigorifero dei gelati,
quasi persi dentro quel contenitore di sogni a tempo.
Aprendo la porta la vidi vestita di un misero costumino mentre la madre,
poco più grande di lei, era al centro del bar.
Il padre, o chi per lui, le fa: "... Te do 'na capocciata che vedi!",
Si riferiva proprio a quella bimba.
Un energumeno tarchiato che faceva paura a ... sè stesso.
Faccio la fila dietro di lui che compra le sigarette e pago il mio latte
prima di uscire da quel bar di periferia, lungo l'Appia.
Poco distante un villaggio di zingari.
Do un'ultimo sguardo a quella bambina.
Com'è magra, penso.
Penso, ed esco per sempre.

Sguardo silenzioso


The Look, inserito originariamente da OgGie Duque.


Ogni figlio sulla terra
è un dono all'umanità.
Ogni loro sguardo
ci mostra la purezza.
Ogni bambino abbandonato
è una sconfitta della società.
Ogni loro sguardo silenzioso
è una voce di denuncia
dell'egoismo e dell'ipocrisia.

Silent gaze
Every child on earth
is a gift to humanity.
Each of their eyes
shows us the purity.
Each child abandoned
is a defeat for the society.
Each of their gaze silent
is a voice of complaint
of selfishness and hypocrisy.

25/01/08

Un bambino


Light, inserito originariamente da OgGie Duque.


Chi è un bambino ?
Poco meno di una persona o molto più di un adulto ?
A cosa pensi quando ne vedi uno per strada chiedere l'elemosina
o ne vedi l'immagine stampata su un cartellone pubblicitario,
con un sorriso perfetto ?
A cosa pensa chi sfrutta la purezza di un bambino
per fare i suoi interessi ?
Quale affronto deve subire ogni giorno quel bambino
che dimentichiamo per le strade del mondo
e quello che affidiamo alla nostra incuria nelle nostre case ?
Quanto poco è importante il nostro futuro
se permettiamo l'abuso anche solo della loro immagine ?
E quale bambino amate quando guardate negli occhi il vostro ?
Quando l'ultimo bambino nascerà sulla terra
allora ci accorgeremo davvero
di quanto può essere unico un bambino.

A Child
Who's a child?
A little less of a person or much of an adult?
What's on your mind when you see one of them in a road asking for alms
or when you see their printed image on a billboard advertising,
with a perfect smile?
What do they think those exploiting the purity of a child to its interests?
What affront must endure every day that child
forgotten in the streets of the world
and those which we entrust to our neglect in our homes?
How is unimportant to our future if we allow the abuse even of their image?
And wich child do you love watching your child in his eyes ?
When the last child will born on earth
then we will really understand how can be unique, a child.

En enfant
Qui est-ce un enfant ?
Un peu moins d’un personne et beaucoup plus d’un adulte ?
A quoi penses tu quand tu en ne vois un dans la rue demander aumônes
ou bien tu en vois l’image imprimée sur une pancarte, un sourire parfait ?
A quoi pensent ceux qui profitent de la pureté des enfants
pour ses propres intérêts ?
Quel affrontement est subi chaque jour cet enfant que nous oublions
le long des rues du monde
Celui confié à la négligence dans nos maisons ?
Est donc si peu important le futur
si nous permettons donc l’abus aussi seulement de leur image ?
Quel est l’enfant que vous aimez
quand vous regardez le votre dans les yeux ?
Quand le dernier enfant sera né sur terre
alors nous nous apercevrons
de combien unique peut être un enfant.

09/12/07

L'età della purezza


Drop, inserito originariamente da mykl mabalay.



Sei natura, sei acqua ... sei purezza !
Ogni tuo sguardo ci interroga.
Ogni tua parola ci affascina.
Ogni tua scoperta, un nostro rinascere.
Perchè temere di perdere la giovinezza,
se i tuoi occhi ci mostrano il suo significato ?
La purezza, non l'età.
Voglio invecchiare.
Ricordando lo sguardo di un bambino.

Age of purity
You are nature, water ... purity!
Each of your gaze fascinates us.
Any of your discovery, our reborn.
Why fear of losing youth,
If your eyes show us its significance?
The purity, not age.
I want to grow old.
Recalling the eyes of a child.

L’âge de la pureté

Tu est nature, tu est eau ... tu est pureté !
Chacun de tes regards nous interroge.
Chaque mot que tu dis nous charme.
Chaque découverte une notre renaissance.
Pourquoi craindre de perdre la jeunesse,
si tes yeux nous montrent son sens ?
La pureté, pas l’âge.
Je veux vieillir.
En souvenant le regard d’un enfant.

(merci a Delias pour la traduction)